lunedì 30 novembre 2009

Diario di Bordo-Cinisello

Percorso formativo
Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)




DIARIO DI BORDO
27 novembre 2009


RUOLI E FUNZIONI DEL MEDIATORE LINGUISTICO-CULTURALE A SCUOLA

Partecipanti: Marco Muzzana, Marisol Tocon, Marika Cicero.
N. corsisti:15

Attività di gruppo: Open Space Technology
Si tratta di un nuovo modo di organizzare conferenze. Non ci sono interventi programmati o predefiniti da una scaletta di lavoro già organizzata. I partecipanti propongono degli argomenti d'interesse e poi rendono partecipi gli altri dei risultati. L'Open Space Technology si basa su una metodologia che facilita il confronto, aiuta a sviluppare idee creative e condivise. L'intero evento è governato da un'unica regola: se ti accorgi che non stai imparando niente o non stai contribuendo all'attività, puoi spostarti in un altro gruppo impegnato a discutere di un altro tema che ritieni essere più produttivo.

Primo gruppo: Ruolo e funzione del mediatore.
Partendo da un caso-limite (un bambino straniero di 9 anni inserito in prima elementare e con seri problemi di salute), i partecipanti hanno cercato di capire quale fosse il giusto comportamento da adottare. La conclusione a cui sono arrivati è stata che il MLC debba studiare lo stato di salute del bambino (era ricorrente la domanda: «Ma se sta male quando ci sono io che cosa devo fare?»); parlare con i genitori per chiarire la situazione relativa alla salute del bambino nel caso in cui non fosse ancora chiara nemmeno alla scuola; preparare un'eventuale relazione scritta; ipotizzare un intervento dei servizi sociali.
Gli errori riscontrati, dopo aver raccontato alla classe il tema di discussione, sono stati diversi: nel caso proposto, si esce dai ruoli veri e propri del MLC (la relazione scritta, studiare il caso come se un MLC fosse un dottore o uno psicologo). Questo ci fa pensare al fatto che ai MLC venga richiesto di svolgere innumerevoli compiti (anche quello dell'insegnante, del facilitatore linguistico o dell'animatore) che non gli spettano, ma che molto spesso svolge. È compito dello stesso MLC definire il proprio ruolo tra gli operatori scolastici.
Altri errori riscontrati: in questo caso i servizi sociali non sono da contattare in ultima istanza, ma sarebbero una tra le cose prioritarie. Inoltre, non è stato evidenziato il problema dell'inserimento scolastico: bisogna rispettare l'età anagrafica del minore o al massimo inserirlo in una classe precedente o successiva. Nel caso proposto, il bambino era stato retrocesso di 3 classi. Il MLC deve avvisare la scuola del fatto che non è possibile fare ciò.
Nel caso un MLC non riesca a gestire situazioni gravi (ricorreva la domanda: «Ma se sta male quando ci sono io che cosa devo fare?»), deve contattare il suo «superiore» per discutere del problema.

Secondo gruppo: le seconde generazioni
Si è parlato di quello che è più facile assimilare dalla cultura del Paese accogliente e cosa invece mantenere della cultura d'origine. Lo si è poi tradotto nel contesto-scuola (genitori stranieri e bambini) per capire quali incomprensioni possano nascere in un contesto interculturale. L'idea emersa è stata quindi quella che il mediatore dovrebbe fare da ponte tra le diverse culture facilitando la comprensione del linguaggio verbale e non che potrebbe danneggiare, anche irrimediabilmente, la buona riuscita dell'incontro.

Terzo gruppo: il ricongiungimento familiare e i problemi familiari
Come gestire il ricongiungimento familiare quando intercorrono problemi nella famiglia stessa? Le soluzioni pensate dal gruppo sono state: contattare i servizi sociali, indirizzare la madre ad uno sportello di sostegno alla genitorialità, stimolare i figli adolescenti ad integrarsi e far dimenticare loro la situazione precaria avuta nel Paese d'origine.

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