martedì 15 dicembre 2009

Diario di Bordo-Cinisello

Percorso formativo
Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)



DIARIO DI BORDO
11 dicembre 2009


Partecipanti: Nicola Di Pirro, Marisol Tocon, Marika Cicero.
N. Corsisti: 14

Ricollegandosi a quanto fatto in un precedente incontro con lo stesso Nicola Di Pirro (vedi incontro del 30 ottobre 2009) dove era stato analizzato il primo dei tre livelli che si presentano in interazione, è stato analizzato in particolare il secondo livello, definito penetrazione o empatia. É stato chiesto ai corsisti di estrapolare le sensazioni avvertite durante un’animazione in coppie, cercando di capire le problematiche che possono ostacolare la comunicazione con un’altra persona. La conclusione è stata che:
- è difficile mettersi nei panni dell’altro;
- è impossibile che due soggetti, nonostante possano avere un percorso di vita simile, vivano in modo identico. Questo fa capire che non è possibile generalizzare esperienze, fatti o persone perché sono e saranno sempre unici;
- è necessario essere consapevole che degli imprevisti possono accadere, ma che bisogna essere in grado di risolverli;
- è ovvio che mettersi in relazione con qualcun’altro può essere destabilizzante, ma bisogna comunque cercare un compromesso che accontenti tutte e due le parti. La “penetrazione” può essere problematica per un MLC.

Successivamente, riesaminando il testo di Pennac “Signori bambini” letto ad ottobre, i corsisti hanno fatto le loro considerazioni riguardo il quadro di riferimento del professor Crastaing. Ecco un riassunto dei commenti:

Rigido, autoritario, non è disposto a cambiare il suo “mondo”, concentrato fin troppo sulle regole, pone in maniera diseguale sé e gli altri (gli altri sono i genitori degli studenti e gli studenti stessi). Però, non è possibile demonizzare una persona ormai adulta e già formata perché dipende dal modo in cui è stato educato ed ha vissuto e quindi ha un suo modo di vedere le cose.

Nella seconda parte dell’incontro, dopo la pausa, è stato analizzato un codice deontologico che riguardava in via generale i traduttori, gli interpreti e i mediatori linguistico culturali. Sono stati dati dei giudizi su cosa fosse giusto o sbagliato o su cosa fosse importante sottolineare tenendo presente che quel codice deontologico era la soluzione adottata da una certa cooperativa per eventuali problematiche e che la soluzione in questione poteva non essere ritenuta adeguata da un’altra cooperativa. I dati più importanti riscontrati dai corsisti sono stati:
- la neutralità e l’imparzialità del MLC (ossia non essere di parte e rifiutare mediazioni in cui una o entrambe le parti siano persone legate al mediatore stesso per motivi familiari, d’amicizia o di lavoro),
- la traduzione fatta in maniera completa ed adeguata di quello che viene detto decodificando i contenuti culturali,
- il mantenimento del segreto e della riservatezza su quanto il MLC è venuto a conoscenza durante lo svolgimento della sua professione,
- rifiutare di prestare un servizio diverso da quello di mediazione (i corsisti che hanno già avuto esperienza in ambito scolastico hanno sottolineato che molto spesso ai MLC è richiesto di svolgere compiti aggiuntivi e che è difficile dire di no. Questo succede perché gli insegnanti non sono ancora consapevoli del ruolo e dei limiti di un MLC.).

Inoltre, i corsiti hanno dichiarato (in forte contrasto con quando letto in un articolo del codice in questione) che è compito della cooperativa stessa aiutare il MLC nel suo costante aggiornamento professionale proponendo e (co-)finanziando dei corsi per investire così nel MLC e non lasciandolo da solo.

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