Percorso formativoMediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)
DIARIO DI BORDO
09 ottobre 2009
IL VISSUTO DEL MEDIATORE. LO STUDENTE STRANIERO E LA SUA FAMIGLIA: IL QUADRO DEI BISOGNI.Partecipanti: Jadranka Ostojic (Presidente cooperativa Sole Luna), Marisol Tocon (Tutor e MLC), Marika Cicero (tirocinante CdL in Mediazione Linguistico Culturale)
N. corsisti: 20
Il progetto migratorio in Italia.
- Fenomeno relativamente recente (intorno agli anni ’70) per quanto riguarda la Penisola, ritenuta soltanto un luogo di passaggio per dirigersi verso gli altri Paesi dell’ Europa.
- Tendenza verso la femminilizzazione dei flussi dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Sud America (Bolivia, Argentina), dalla Moldavia e dall’Ucraina; immigrazione maschile prevalentemente dal Marocco.
- Mercato occupazionale nel settore terziario: offerta di lavoro domestico/assistenziale per le donne (colf, badanti, baby sitter) e per gli uomini nel settore dei trasporti (camionisti). Sono lavori che un italiano non vuole più fare per problematiche legate agli orari (spesso non ti permettono di stare insieme alla famiglia), ai bassi salari e a contratti a progetto. Questi lavori che non hanno nulla a che vedere con il livello di istruzione degli immigrati: il loro livello è generalmente medio-alto, con persone che possiedono un diploma o una laurea non riconosciuti nel Paese d’arrivo.
- Progetto migratorio visto inizialmente come un progetto a breve termine: consisteva nell’accumulare il denaro necessario per la propria famiglia e per la rete familiare rimasta nel Paese d’origine. Vi era l’intenzione di un ritorno al Paese natio. Solo successivamente si trasforma in un progetto a lungo termine.
Perché si emigra?
Perché si emigra?
- Perché non si sta bene nel proprio Paese (ad es. guerre);
- per aiutare economicamente la propria rete familiare.
Problematiche:
Due sono principalmente i fattori che mettono in crisi il soggiorno nel Paese ospitante:
1) Il ruolo dei mass media nel Paese d’origine: esaltano l’immagine dell’Italia facendo credere al pubblico che questo sia un luogo paradisiaco (la tipica famiglia del Mulino Bianco). I futuri migranti immaginano così un Paese nel quale potranno inserirsi facilmente, nel quale potranno comprare una casa grande e accogliente e trovare un lavoro economicamente soddisfacente. Arrivati in Italia la delusione: lavoro precario, condizioni abitative difficoltose, diversi usi e costumi, una lingua sconosciuta da imparare e difficoltà nel mantenere i familiari che hanno usufruito del ricongiungimento familiare.
2) Il confronto con gli amici e i familiari facendo loro visita nel Paese d’origine: bisogna impiegare molti più soldi del necessario per mostrarsi come gli altri si aspettano, dando così un’altra immagine di se stessi e della propria situazione per salvare la faccia.
Il primo punto è quello più importante per un mediatore. Vi è uno choc negli stranieri da poco giunti in Italia tale da poter ostacolare l’integrazione: nessuna familiarità con la lingua italiana e quindi l’impossibilità di inserimento nel mondo del lavoro; la perdita della rete di amicizie che favorirebbe un sostegno reciproco tra connazionali all’estero; nessuna conoscenza del sistema italiano con conseguente disorientamento. Si idealizza così il Paese d’origine ricordando solo i lati positivi e auspicando un ritorno.
In questo quadro, il compito del mediatore linguistico culturale nelle scuole è quello di agevolare la comunicazione tra gli utenti e il Paese d’accoglienza. In che modo? Attraverso la conoscenza dei diversi sistemi scolastici nel Paese di arrivo e di partenza; spiegando le diversità culturali facendo però attenzione a non creare empatia con né con gli insegnati né con la famiglia straniera; non giustificando o denigrando qualsiasi opinione o situazione fattuale; mantenendosi il più neutrale possibile; rispettando le culture; rimanendo sempre aggiornato.
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