sabato 2 gennaio 2010

Diario di Bordo-Cinisello

Percorso formativo

Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)


DIARIO DI BORDO

18 DICEMBRE 09

Partecipanti: Jadranka  Ostojic, Marco Muzzana, Marisol Tocon, Marika Cicero
N. corsisti: 15

L’IMPORTANZA DELLA RETE E DEL TERRITORIO

In questo incontro sono state illustrate la progettazione e le dinamiche che avvengono in una cooperativa sociale o associazione che si occupa di immigrati (creazione di una cooperativa, partecipazione ad un bando, etc).

Si è visto che Il MLC generalmente lavora in una cooperativa sociale o associazione, raramente come libero professionista. È importante la rete che la cooperativa riesce a sviluppare, in modo tale da dare un servizio più ampio. Il MLC deve essere a conoscenza (ad es. tramite internet e la rete della cooperativa per la quale lavora) dei servizi offerti nel territorio in cui opera. Eccone alcuni: servizi sociali, ASL/Consultorio, “sportelli immigrati”; servizi per la ricerca del lavoro; attività/luoghi di aggregazione per il tempo libero (ad es. feste interculturali), corsi di italiano L2 per genitori stranieri (es. CTP); pre e/o dopo scuola nel caso in cui entrambi i genitori del minore lavorino; sindacati: anche uno straniero può incontrare delle difficoltà se non è stato pagato dal suo datore di lavoro.

È utile che il MLC abbia sempre con sé dei volantini riguardanti questi servizi per indirizzare al meglio gli utenti. In caso non si abbia ciò o non si conosca un certo servizio richiesto dall’utente è utile che il MLC si informi per avvisarlo successivamente utilizzando i canali ufficiali a sua disposizione (ad es. i genitori stranieri verranno chiamati fisicamente dalla scuola nel quale il loro figlio studia). È buona norma che il MLC non lasci mai il numero di telefono privato all’utente (es. genitore di uno studente straniero) per mantenere un certo livello di professionalità.

Infine sono stati somministrati dei questionari per la valutazione del corso.

martedì 15 dicembre 2009

Diario di Bordo-Cinisello

Percorso formativo
Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)



DIARIO DI BORDO
11 dicembre 2009


Partecipanti: Nicola Di Pirro, Marisol Tocon, Marika Cicero.
N. Corsisti: 14

Ricollegandosi a quanto fatto in un precedente incontro con lo stesso Nicola Di Pirro (vedi incontro del 30 ottobre 2009) dove era stato analizzato il primo dei tre livelli che si presentano in interazione, è stato analizzato in particolare il secondo livello, definito penetrazione o empatia. É stato chiesto ai corsisti di estrapolare le sensazioni avvertite durante un’animazione in coppie, cercando di capire le problematiche che possono ostacolare la comunicazione con un’altra persona. La conclusione è stata che:
- è difficile mettersi nei panni dell’altro;
- è impossibile che due soggetti, nonostante possano avere un percorso di vita simile, vivano in modo identico. Questo fa capire che non è possibile generalizzare esperienze, fatti o persone perché sono e saranno sempre unici;
- è necessario essere consapevole che degli imprevisti possono accadere, ma che bisogna essere in grado di risolverli;
- è ovvio che mettersi in relazione con qualcun’altro può essere destabilizzante, ma bisogna comunque cercare un compromesso che accontenti tutte e due le parti. La “penetrazione” può essere problematica per un MLC.

Successivamente, riesaminando il testo di Pennac “Signori bambini” letto ad ottobre, i corsisti hanno fatto le loro considerazioni riguardo il quadro di riferimento del professor Crastaing. Ecco un riassunto dei commenti:

Rigido, autoritario, non è disposto a cambiare il suo “mondo”, concentrato fin troppo sulle regole, pone in maniera diseguale sé e gli altri (gli altri sono i genitori degli studenti e gli studenti stessi). Però, non è possibile demonizzare una persona ormai adulta e già formata perché dipende dal modo in cui è stato educato ed ha vissuto e quindi ha un suo modo di vedere le cose.

Nella seconda parte dell’incontro, dopo la pausa, è stato analizzato un codice deontologico che riguardava in via generale i traduttori, gli interpreti e i mediatori linguistico culturali. Sono stati dati dei giudizi su cosa fosse giusto o sbagliato o su cosa fosse importante sottolineare tenendo presente che quel codice deontologico era la soluzione adottata da una certa cooperativa per eventuali problematiche e che la soluzione in questione poteva non essere ritenuta adeguata da un’altra cooperativa. I dati più importanti riscontrati dai corsisti sono stati:
- la neutralità e l’imparzialità del MLC (ossia non essere di parte e rifiutare mediazioni in cui una o entrambe le parti siano persone legate al mediatore stesso per motivi familiari, d’amicizia o di lavoro),
- la traduzione fatta in maniera completa ed adeguata di quello che viene detto decodificando i contenuti culturali,
- il mantenimento del segreto e della riservatezza su quanto il MLC è venuto a conoscenza durante lo svolgimento della sua professione,
- rifiutare di prestare un servizio diverso da quello di mediazione (i corsisti che hanno già avuto esperienza in ambito scolastico hanno sottolineato che molto spesso ai MLC è richiesto di svolgere compiti aggiuntivi e che è difficile dire di no. Questo succede perché gli insegnanti non sono ancora consapevoli del ruolo e dei limiti di un MLC.).

Inoltre, i corsiti hanno dichiarato (in forte contrasto con quando letto in un articolo del codice in questione) che è compito della cooperativa stessa aiutare il MLC nel suo costante aggiornamento professionale proponendo e (co-)finanziando dei corsi per investire così nel MLC e non lasciandolo da solo.

giovedì 10 dicembre 2009

Diario di Bordo-Cinisello


Percorso formativo
Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)



DIARIO DI BORDO
04 dicembre 2009


LA MEDIAZIONE LINGUISTICO CULTURALE IN AMBITO SCOLASTICO

Partecipanti: Teresa Trinidad Torres Trelles, Marisol Tocon, Marika Cicero.
N. Corsisti: 17


1) La mediazione familiare riguarda: l’incontro con i genitori; i colloqui organizzati dagli insegnanti di classe; la consegna delle pagelle; l’osservazione/ la valutazioni di problematiche varie che possono essere di tipo culturale, atteggiamenti, difficoltà di comunicazione linguistica, disagio, poca socializzazione ecc.

2) La mediazione linguistico culturale avviene:
- nella segreteria scolastica durante l'iscrizione dell'alunno (traduzione orale, accompagnamento dei genitori per compilare l’iscrizione, spiegazione dell’opzione di non avvalersi della religione cattolica, iscrizione alla mensa scolastica, informazioni sulla possibilità di avere una borsa di studio per l’acquisto di libri, etc) ;
- nell'incontro con gli insegnanti di classe/ la “Commissione accoglienza” (per capire le conoscenze scolastiche pregresse dell’alunno e decidere la classe, la programmazione da fare e per spiegare agli insegnanti le possibili differenze culturali e per spiegare l’importanza di valorizzare la lingua e la cultura del minore);
- nell'orientamento linguistico-culturale (per capire il funzionamento della scuola:mensa, pre e dopo scuola, materie, orari, rapporto con gli insegnanti, gite scolastiche, uscite didattiche);
- nello studio assistito in L1 (sempre programmato con l’insegnante).
- nelle date preposte per il monitoraggio (si tratta di ore dedicate a capire se vi sono progressi nel percorso di inserimento e di preparazione del minore);
- durante i colloqui con i genitori e per la consegna delle pagelle (ciò permette di coinvolgere appieno i genitori nelle attività scolastiche);
- durante gli incontri con esperti (assistente sociale, educatore, psicologo, neuropsichiatra, logopedista, etc).

3) La mediazione nell’orientamento scolastico: si tratta della scelta della scuola superiore. Genitori, insegnanti e studenti devono essere messi nella posizione tale, attraverso il mediatore, di poter dare e ricevere le informazioni ognuno nella propria lingua (a volte i genitori stranieri fingono di capire per gentilezza o per timidezza. In questo caso il MLC deve accertarsi che la comunicazione sia andata a buon fine). Per la scelta della scuola il MLC accompagna i genitori e gli studenti ai Campus e agli Open Day.

4) Valorizzazione della L1 come LS: le linee guida del Ministero dell'istruzione indicano la possibilità di riconoscere le lingue comunitarie come seconda lingua straniera. Questo significa che l'alunno che ha come L1 una lingua comunitaria può portare all'esame di stato (terza media) la sua lingua madre come seconda lingua straniera. La prima è sempre l'inglese. Chi esamina sarà un insegnante di quella lingua (in genere vi sono alcuni contratti specifici per “consulenti esterni” che possono esaminare la prova); chi prepara invece è il mediatore che ha preparato il programma con l'insegnante.

I compiti del MEDIATORE LINGUISTICO CULTURALE svolge compiti diversi nell’ambito scolastico:
-svolge una funzione di accoglienza “a tutto raggio” e facilitazione nei confronti dei bambini e dei ragazzi appena arrivati. Li rassicura, fa emergere le loro emozioni, li orienta nella scuola e nel nuovo ambiente e nelle sue regole, accompagna la fase di primo inserimento;
-svolge un’opera di mediazione nei confronti degli insegnanti, fornisce loro informazioni sui paesi d’origine, ricostruisce le biografie linguistiche, fa emergere eventuali problemi di relazione in classe tra bambini italiani e stranieri;
-sostiene l’alunno straniero nell’apprendimento della lingua italiana;
-svolge un’azione di mediazione, interpretariato e traduzione (avvisi, messaggi, documenti orali e scritti per la famiglie e assiste se necessario ai colloqui e agli incontri tra insegnanti e genitori stranieri;
-collabora alle proposte e ai percorsi didattici di educazione interculturale, di conoscenza e di valorizzazione dei paesi, delle culture e delle lingue d’origine;
-sostiene e collabora all’insegnamento dell'italiano lingua 2 affiancando l’insegnante di italiano che conduce i laboratori linguistici;
-partecipa agli incontri scuola–famiglia e mette in relazione le famiglie degli alunni stranieri con i docenti e in generale con l’istituzione scuola, facilita il dialogo fra le diverse componenti spesso molto difficili a causa della reciproca incomprensione linguistica.

LE CARATTERISTICHE DEI MEDIATORI:
- Titolo di studio.
- Origine preferibilmente straniera con esperienza personale di immigrazione
- Buona conoscenza della lingua e della cultura italiana
- Conoscenza della struttura sociale e della rete dei servizi del territorio
- Esperienza lavorativa nel campo della mediazione culturale
- Conoscenza della cultura e della realtà socioeconomica del paese d’origine
- Corsi di formazione professionale
- Motivazione e disposizione al lavoro relazionale e sociale, capacità personali , empatia e riservatezza
- Capacità di gestione delle relazioni interpersonali

venerdì 4 dicembre 2009

Diario di Bordo-Cinisello

Percorso formativo
Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)



DIARIO DI BORDO
20 novembre 2009 
 LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO
Partecipanti: Emma Mapelli (pedagogista esperta nell'insegnamento della lingua italiana L2), Marisol Tocon (tutor e mediatrice linguistico-culturale), Marika Cicero (tirocinante CdL in Mediazione Linguistica e Culturale).

N. Corsisti: 17

Vista la normativa scolastica per l'integrazione degli alunni stranieri (art 45 dl 25 luglio 1998, n. 286; D.P.R. n. 394/99, art. 45;etc), ecco i dati più salienti.


1) Omogeneità nel gruppo classe: è necessario equilibrare la distribuzione della presenza degli alunni stranieri nelle classi, cercando di non favorire la presenza della stessa componente nazionale per evitare formazioni di gruppi che non permetterebbero la piena integrazione tra studenti della stessa classe.

2) Iscrizione minori stranieri nella scuola: le iscrizioni devono essere accettate anche in corso d'anno e in assenza delle documentazioni richieste (vaccinazioni, titoli di studio precedenti, documenti, permesso di soggiorno). I minori senza permesso di soggiorno possono essere iscritti con riserva.

Per quanto concerne l'iscrizione del minore irregolare, si deve tenere in considerazione un fattore importante: se è noto che l'irregolarità dei genitori si protrarrà a lungo per qualsiasi motivo, bisogna avvisarli del fatto che il minore all'età di 18 anni non potrà più frequentare la scuola senza essere in regola. In questo caso i MLC dovranno consigliare scelte diverse per l'orientamento dello studente in vista dell'accesso alle scuole superiori.

Per quanto riguarda il minore iscritto in corso d'anno (ad esempio a marzo o ad aprile, dove già è stata svolta la maggior parte del programma e può essere difficoltoso per il bambino stesso recuperarne buona parte) è consigliabile inserirlo retrocedendolo di una classe per poi promuoverlo piuttosto che inserirlo in base all'età anagrafica per poi bocciarlo, onde evitare che il ragazzo perda le amicizie instaurate con i compagni di classe e onde evitare che possa perdere fiducia in sé. In questo caso, la promozione del minore straniero può avvenire per “continuità formativa” cioè quando il bambino ha frequentato la scuola nel Paese d'origine in quello stesso anno. Lo stesso avviene anche per gli studenti italiani che hanno frequentato a scuola un certo numero di ore.

É importante, inoltre, inserire l’alunno secondo l’età anagrafica. L'inserimento in una classe inferiore o successiva vanno ben valutati e comunque va concordato con la famiglia che può opporsi. Un'eccezione all'inserimento in base all'età anagrafica avviene nelle scuole superiori, dove viene tenuta in considerazione la conoscenza base degli argomenti e non l'età dello studente.

In linea generale, non può venir rifiutata l'iscrizione a meno che la scuola non dimostri che le classi siano piene. In caso contrario il comportamento va denunciato al CSA - Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato).
3) Accertamento linguistico-culturale e delle conoscenze pregresse del minore: ciò va effettuato da figure esterne alla scuola (MLC, educatori) e deve essere tenuta in considerazione dal corpo docenti. É inoltre da tenere in considerazione l'impegno avuto nell'acquisizione della lingua italiana.
Il piano di studio è individualizzato: ogni studente dovrà avere un programma ad hoc che tenga in considerazione le conoscenze pregresse, della sua cultura tenendo conto inoltre degli obiettivi “possibili” per lo studente stesso. La programmazione del minore straniero, inserito in qualsiasi momento dell'anno scolastico, non può essere quindi la stessa della classe. La programmazione, inoltre, deve essere fatta da ogni insegnante di ogni materia. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, le programmazioni individualizzate non vengono mai fatte. È importante ricordare che i minori stranieri non possono essere bocciati senza aver avuto una programmazione individualizzata.

4) Orientamento: un MLC deve conoscere il sistema scolastico italiano e le diversità di percorsi, indirizzare al meglio le famiglie nella scelta degli istituti a seconda delle capacità e attitudini del minore. In caso di irregolarità (soggiorno non valido), bisognerà avvertire la famiglia che al compimento del 18esimo anno d'età lo studente verrà espulso dalla scuola. Sarebbe allora utile consigliare alle famiglie la scelta di una scuola con la modalità 3+2, in modo tale che il minore al compimento dei 18 anni (e teoricamente arrivato a frequentare la quarta superiore) non perda tutti i quattro anni di studio.
Inoltre, il MLC dovrebbe conoscere appieno gli istituti scolastici nei comuni nei quali opera: questo permetterebbe una possibilità di inserimento migliore per lo studente. A tal proposito sarebbe utile sapere se in una determinata scuola piuttosto che in un'altra sono presenti interventi di sostegno a non italofoni (laboratori di italiano L2).


È importante preservare il bilinguismo del minore, incoraggiando i genitori a parlare in famiglia nella loro lingua madre per due motivi: in primo luogo, perché significherebbe conservare aspetti importanti della cultura d'origine, perché è la lingua degli affetti e della comunicazione familiare; in secondo luogo perché se entrambi i genitori provassero a parlare in italiano senza conoscerlo bene, potrebbero «passare» ai figli errori poi difficilmente recuperabili.





per approfondimenti:





lunedì 30 novembre 2009

Diario di Bordo-Cinisello

Percorso formativo
Mediare a Scuola
Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)




DIARIO DI BORDO
27 novembre 2009


RUOLI E FUNZIONI DEL MEDIATORE LINGUISTICO-CULTURALE A SCUOLA

Partecipanti: Marco Muzzana, Marisol Tocon, Marika Cicero.
N. corsisti:15

Attività di gruppo: Open Space Technology
Si tratta di un nuovo modo di organizzare conferenze. Non ci sono interventi programmati o predefiniti da una scaletta di lavoro già organizzata. I partecipanti propongono degli argomenti d'interesse e poi rendono partecipi gli altri dei risultati. L'Open Space Technology si basa su una metodologia che facilita il confronto, aiuta a sviluppare idee creative e condivise. L'intero evento è governato da un'unica regola: se ti accorgi che non stai imparando niente o non stai contribuendo all'attività, puoi spostarti in un altro gruppo impegnato a discutere di un altro tema che ritieni essere più produttivo.

Primo gruppo: Ruolo e funzione del mediatore.
Partendo da un caso-limite (un bambino straniero di 9 anni inserito in prima elementare e con seri problemi di salute), i partecipanti hanno cercato di capire quale fosse il giusto comportamento da adottare. La conclusione a cui sono arrivati è stata che il MLC debba studiare lo stato di salute del bambino (era ricorrente la domanda: «Ma se sta male quando ci sono io che cosa devo fare?»); parlare con i genitori per chiarire la situazione relativa alla salute del bambino nel caso in cui non fosse ancora chiara nemmeno alla scuola; preparare un'eventuale relazione scritta; ipotizzare un intervento dei servizi sociali.
Gli errori riscontrati, dopo aver raccontato alla classe il tema di discussione, sono stati diversi: nel caso proposto, si esce dai ruoli veri e propri del MLC (la relazione scritta, studiare il caso come se un MLC fosse un dottore o uno psicologo). Questo ci fa pensare al fatto che ai MLC venga richiesto di svolgere innumerevoli compiti (anche quello dell'insegnante, del facilitatore linguistico o dell'animatore) che non gli spettano, ma che molto spesso svolge. È compito dello stesso MLC definire il proprio ruolo tra gli operatori scolastici.
Altri errori riscontrati: in questo caso i servizi sociali non sono da contattare in ultima istanza, ma sarebbero una tra le cose prioritarie. Inoltre, non è stato evidenziato il problema dell'inserimento scolastico: bisogna rispettare l'età anagrafica del minore o al massimo inserirlo in una classe precedente o successiva. Nel caso proposto, il bambino era stato retrocesso di 3 classi. Il MLC deve avvisare la scuola del fatto che non è possibile fare ciò.
Nel caso un MLC non riesca a gestire situazioni gravi (ricorreva la domanda: «Ma se sta male quando ci sono io che cosa devo fare?»), deve contattare il suo «superiore» per discutere del problema.

Secondo gruppo: le seconde generazioni
Si è parlato di quello che è più facile assimilare dalla cultura del Paese accogliente e cosa invece mantenere della cultura d'origine. Lo si è poi tradotto nel contesto-scuola (genitori stranieri e bambini) per capire quali incomprensioni possano nascere in un contesto interculturale. L'idea emersa è stata quindi quella che il mediatore dovrebbe fare da ponte tra le diverse culture facilitando la comprensione del linguaggio verbale e non che potrebbe danneggiare, anche irrimediabilmente, la buona riuscita dell'incontro.

Terzo gruppo: il ricongiungimento familiare e i problemi familiari
Come gestire il ricongiungimento familiare quando intercorrono problemi nella famiglia stessa? Le soluzioni pensate dal gruppo sono state: contattare i servizi sociali, indirizzare la madre ad uno sportello di sostegno alla genitorialità, stimolare i figli adolescenti ad integrarsi e far dimenticare loro la situazione precaria avuta nel Paese d'origine.

giovedì 19 novembre 2009

Bergamo- Marcinelle Aller-Retour

Giovedì 12 novembre 2009
La giornata iniziò prestissimo all'alba con sveglio mattutino per recarsi all'eroporto di Bergamo; partenza prevista per le 08.30 per charleroi, decollammo con un quarto d'ora di ritardo ed atterrammo a charleroi verso le 10.30- con un cielo grigio e piovigginoso che ci ricorda subito dove la terra nordica di approdo. Impiegammo circa un paio d'ore per raggiungere nostro ostello a bruxelles , usammo ben tre mezzi diversi ( pullman- bus-metro) ed eccoci arrivati in 'Hello Hotel' ; mangiammo un boccone velocemente e di nuovo in movimento verso il centro città per 3 visite 'inter-culturali':

ore 14.00: giro nel quartiere Etang Noir di Bruxelles
con una grande presenza di cittadini belgi di origine nord africana ed arabo-musulmana, impegnati in varie attività socio culturali e commerciali - dai negozi di alimentari dal pasticceria, al salon de thé alla macelleria e al negozio alla boutique di oggetti vari, libreria con un affollamento e frenesia che ricorda qualsiasi mercato di tunis,algeri o casablanca; il 'decor' era completo dal ragazzino al vecchietto, testimonianza di un immigrazione secolare che ha coinvolto due, addirittura tre generazioni.
Come per dare un gusto al nostro giro ci fermammo a bere un té caldo alla menta in una dei numerosi salon de thé della zona, con tanta di aggregazione socio-culturale.

Dallì prendemmo la metropolitana per la sede della Commissione Europea per visitare la sede operativa dell'unione europea nel suo gigantismo che denota tutto il suo carattere istituzionale. La visita del centro di documentazione ci ha permesso di raccogliere tante informazioni importanti sull' UE: Quale missione? Come funziona? Cosa fa? Quale ruolo dell'UE nel mondo? Quale futuro per l'Europa?

Visita al mercato africano 'MATONGHE' ' (nome del mercato principale di Kinshasa capitale ex Zaire o congo belga ora Repubblica Democratica del Congo )- grande luogo di aggregazione dei cittadini ormai belgi di origine africana soprattutto congolesi con una rete di distribuzione dei beni di consumo ed usi, replicata al modello del paese di origine; dai piccoli ristoranti con le stesse abitudini alimentari, al consumo di base come il barbiere o l'ascolto di musica.
La prima giornata si termina con una cena al ristorante a base di cucina tipica belga (cozze condite in vari modi)

Venerdì 13 novembre 2009- ore 09.30
Formazione al CBAI (Centre Bruxellois d' Action Interculturelle) 1
Mme Xavière Remacle (filosofa-islamologa) ci intrattiene per tutta la giornata sulle dinamiche interculturali inerenti una città multietnica come bruxelles; come lavorare sulla coesione sociale,

Il centro CBAI é stato creato nel 1981, nato prima come centro socio-culturale degli immigrati perché il pubblico non voleva più essere chiamato immigrati quanto nati in belgio (quindi cittadini belgi a tutti gli effetti) e portatori di una cultura aggiuntiva.
Bruxelles capitale (belgio e europeo)é una città particolare perché cosmopolite e multiculturale- città bilingue
lo scopo del CBAI é quello di passare dall'azione multiculturale all'azione interculturale.
Qual'è stata la reazione di Bruxelles rispetto a questo cambiamento di nome? Visto che esistono già problemi tra francofoni, fiamminghi o germanofoni ,che si chiedono se possono essere coinvolti come utenti del centro: la risposta é stata ovviamente sì.
L' obiettivo del centro é quello di rendere protagonisti cittadini immigrati nella loro creatività, visto il valore aggiunto che portano dal punto di vista culturale.

Sono quattro (4) i filoni di intervento del centro:
1.Informazione: centro di documentation
2.Formazione agli addetti al lavoro del settore del non profit dal 1983 : settore socio culturale e socio educativo ( educatori, professionisti, animatori) che hanno bisogno di formazione specifica su richiesta)
formazione più lunga (da 6 mesi a tempo pieno per animatori interculturali a 2 anni a tempo parziale coordinatori di progetti nel campo interculturale)
3.Expression: agenda interculturale nel campo artistico ( eventi come
4.Coesione Sociale: osservatorio che ogni anno rapporto annuale sul territorio con dati statisci.

sabato 14 novembre 2009- Marcinelle – Le Bois du Cazier


visita dello spazio dell'8 agosto: Teatro di una tremenda catastrofe mineraria avvenuta l'8 agosto 1956 in cui perirono 262 minatori di 12 nazionalità diverse, e tra cui 120 italiani.

visita del museo dell'industria che fa rivivere la trasformazione subita dalla regione di charleroi diventata uno dei principali centri di attività economica del Belgio. accoglienza calorosa dell'associazione dei minatori del 'bois du cazier' de marcinelle.

Dopo l'accoglienza calorosa da parte dei minatori che per l'occasione hanno indossato la tuta di lavoro e accesso le lanterne, abbiamo avuto l'onore di un pranzo all'altezza del l'entusiasmo giovanile di questi signori, nonostante l' età non più verde.
Ci salutammo con tristezza per la storia , felicità di avere passata una giornata sensazionale e il sorriso di un arrivederci........merci marcinelle! (mbg)

calendario del Corso per mediatori in ambito socio-abitativo

Il 28 settembre ha avuto inizio a Roma il corso per mediatori in ambito socio-abitativo.
Il calendario degli incontri è stato il seguente:

28 settembre: Introduzione al corso. L’ambito socio-abitativo: problematiche, nodi critici e funzioni del mediatore

2 ottobre: Identità e figura professionale nella figura del mediatore e nelle dinamiche socio-abitative

5 ottobre: Esperienze in Italia su mediazione e portierato sociale

9 ottobre: La realtà romana e le esperienze già in atto

12 ottobre: La legislazione riguardante la realtà socio-abitativa, in particolare la conflittualità tra le varie parti

16 ottobre:Il sistema abitativo italiano e la legislazione riguardante il contesto abitativo e migratorio

19 ottobre: Le famiglie italiane e straniere e la realtà socio-abitativa: dinamiche sociologiche e psicologiche

26 ottobre: Comunicazione interculturale e gestione dei conflitti

30 ottobre: Approccio e relazione interculturale nelle dinamiche socio-abitative

2 novembre: La gestione del lavoro in equipe e la progettualità partecipata
6 novembre: Laboratorio di progettazione

13 novembre: Laboratorio di progettazione

4 dicembre: Incontro con gli amministratori di condominio