Sede di: Cinisello Balsamo (Mi)
DIARIO DI BORDO
16 ottobre 2009
Partecipanti: Marco Muzzana (Responsabile del corso), Marisol Tocon (Tutor), Marika Cicero (tirocinante CdL in Mediazione Linguistica e Culturale)
N. corsisti: 15
N. corsisti: 15
Prima
parte
Rielaborazione dei contenuti dell’ incontro precedente. Ecco
alcuni punti: superare il “lutto migratorio” ed avere stabilità psicofisica è importante per un mediatore, in quanto può trasmettere sicurezza, speranza e fiducia all’utente; progetto migratorio non come programmazione vera e propria, ma come investimento da parte di tutta la famiglia sulla persona che dovrà lasciare il Paese d’origine; sono le casualità storiche e l’offerta di lavoro che determinano il tipo di flusso migratorio (femminile o maschile). Ad es. dalle Filippine vi è una migrazione femminile verso l’Italia e maschile verso i Paesi del Golfo Persico; non essere ben inseriti nella società del Paese ospitante è segno di un disagio avvertito dall’immigrato e che si riflette poi sui figli.
Seconda
parte
Che cosa deve conoscere un mediatore?
-
Il contesto internazionale (congiunture storico-economiche); flussi
migratori internazionali (conoscenza di ciò che avviene in modo
globale); contesto continentale; contesto nazionale (vi sono
differenti situazioni legate al fenomeno migratorio a seconda del
Paese che si intende analizzare).
-
Il sistema di relazioni tra i diversi soggetti operanti nelle scuole:
1. mediatori linguistico culturali (insieme agli educatori, facilitatori e animatori);
2. genitori stranieri (compresi i genitori italiani);
3. studenti stranieri (compresi gli studenti italiani);
4. insegnanti (compresi il dirigente scolastico ed il personale ATA).
Lavoro
di gruppo: ogni sottogruppo dovrà immedesimarsi e descrivere le
problematiche che secondo loro incontra ognuno di questi soggetti e
poi rappresentarlo in plenaria alla classe
sotto forma di sketch.
Che
cosa è emerso:
-
MLC (mediatore linguistico culturale): 1. deve saper ascoltare l'insegnante per comprendere i bisogni dell'alunno; 2. gli insegnanti hanno grandi aspettative sui MLC (pensano che essi possano dare un grande contributo con le poche ore a loro disposizione);3. gli
insegnanti pensano che i MLC possano svolgere dei lavori che a loro
non spetterebbero (insegnamento dell’italiano, della storia, della
geografia, della matematica, etc);
-
Bambino: 1. le persone native non lo capiscono (diversi usi e costumi, lingua, religione); 2. non capisce la lingua e certi usi e costumi della società
accogliente (ad es. le feste religiose); 3. vorrebbe
emulare i compagni di classe italiani (ad es. fare le loro stesse
esperienze come le gite scolastiche, etc) e se non riescono si
sentono delusi ed estraniati; 4. molto spesso non è aiutato dai genitori nell' inserimento scolastico;
-
Insegnante: 1. mancanza di conoscenza o poca conoscenza delle altre culture; 2. a volte evita di fruire del MLC durante gli incontri coi genitori e quindi dà troppe informazioni ai genitori non italofoni, scrive note o avvisi in italiano che i genitori stranieri non comprendono;
-
Genitori: 1. non conoscono il sistema scolastico italiano; 2. hanno grandi aspettative nei confronti dei figli (e quindi errano nello scegliere per loro il giusto percorso di studio con conseguente difficoltà del bambino); 3. sono preoccupati che i figli possano perdere l’identità linguistico-culturale d’origine assimilando quella del Paese accogliente; 4.i genitori non aiutano il
bambino ad integrarsi a scuola perché c'è sempre il pensiero di un
ritorno nel Paese d'origine: la scuola è più vista come luogo dove
lasciare i bambini mentre i genitori sono a lavoro.

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